ginevra

Primo buco nero fotografato al cern di ginevra

La terra sarà distrutta da un buco nero? Secondo calcoli quantistici, che inglobano al loro interno la nuova teoria delle superstringhe sviluppata proprio al cern di ginevra, la terra verrà inghiottita dal buco nero nei nove mesi successivi al 31/09/2012, assicurando la fine del mondo all’umanità intera.


Il 31 gennaio del 2012, durante la fase di accensione e di start up del nuovo mega acceleratore di particelle, è stata rivelata una forte emissione di raggi gamma in un particolare punto dell’acceleratore. Si tratta del primo buco nero prodotto dall’uomo. Gli scienziati che stanno continuando a studiare questo fenomeno fisico in veloce espansione, si dicono sconfitti dalla manifestazione della natura e delle sue leggi fisiche. La fine del mondo sembra vicina, eppure così illogica e utopistica. La filosofia degli ultimi secoli non ci ha fornito ancora le basi per superare questo fatidico momento, ed elevarci ad entità fisiche superiori. Nonostante tutto, la determinazione e la devozione dei ricercatori alla scienza ed alla letteratura scientifica continua a persistere anche in una situazione catastrofica come quella in cui ci troviamo. Un evento così sensazionale non si era mai potuto osservare così da vicino, e sottrarsi allo studio di un tale fenomeno risulterebbe contrario ad ogni etica morale, scientifica e giuridica che il mondo ha plasmato come propria immagine e somiglianza. Il team di scienziati che lavora al progetto si è fatto scappare una piccola chicca: al neonato buco nero è stato assegnato il nome di Pernolino.

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