viaggio

Danimarca in solitario

Partenza
Stazione dei treni di Pordenone, 7 agosto 2010, tardo pomeriggio.

Verona
Che bello aspettare il treno fino all’una di notte! Pieno di tedeschi e austriaci ricolmi di gioiosi ricordi veneziani e scottature farcite di sudore.

Monaco
Che bello l’arrivo a monaco, la notte passata insonne rigorosamente su sedili intercity italiani. Non erano i sedili, era l’adrenalina dai, per il viaggio, no? Zainetto in spalla, minimale, senza grandi pretese, due braghe, qualche maglietta, un paio di felpette, una giacca militare del signor cocco immanicato nell’esercito che gentilmente mi ha offerto come piccolo conforto di viaggio. Aspettando scalpitante l’alba, finalmente arriva soffusa e vivace, illuminando le vallate. Colori: nebbia e rosa.

Amburgo
Amburgo-Monaco in mattinata, che bello ho tutto il pomeriggio per visitare Amburgo, che bella, dall’alto, il porto. Che bello, una festa tipo gaypride, che bello, musica tecno wow, la mia preferita (ironico).

Copenaghen
Qui non mi fermo, non voglio perdere altro tempo, la notte passa lenta e inesorabile su questo treno. Un po’ in corridoio, in mezzo a vera gente danese, divertente notare che qui non dorme mai nessuno in treno, a parte qualche cinese o turista sperduto. Non esistono treni notturni in Danimarca, e la gente sembra essersene fatta una ragione di viaggio.

Hoje Taastrup
Cambio treno alle tre di notte, sosta di un’ora scarsa per sondare il vicinato. Carino, buio, quasi accogliente. Nonostante l’ora, numerose sono le persone che attendono il treno diretto verso nord.

Lindholm
Come dimenticare questa graziosa cittadina. Piccola e armoniosa sosta alle sei di mattina, in attesa di cambio treno. Dopo una tirata da Copenaghen, dopo un po’, magari si ha desiderio di sgranchirsi le gambe. Il corridoio del treno non era molto simpatico, devo ammettere. Colgo l’occasione per cambiare un po’ di corone danesi, dato che ne ero sprovvisto. Occhio però a non farsi mangiare la carta di credito dallo sportello, mi raccomando attenzione. Ok? (fesso)
La cittadina si presenta asettica, senza un vero e proprio centro città. Usciti dalla semplice stazione a banchine, si incontrano casermoni simili universitari: grandi vetrate che lasciano curiosare scorci di vita quotidiana.

Aalborg
Aalborg mi è proprio piaciuta, cittadina tranquilla ma con un certo cravattino annodato bene. Strade ben curate e poca gente in giro. Odore di gabbiani e sapore di mare.

Hjorring
Hjorring. Che bello. Qui si inizia ad assaporare la vita ai confini del mondo. Ogni nazione ha un proprio confine del mondo. Dove la gente si fa più bitorzoluta, il tempo rallenta, la mente si distende.

Hirtshals
Che meraviglia la natura. Scogliere vive, dune, spiagge affacciate sul mare freddo del nord. Giornate indimenticabili. Qui partono i traghetti per la Norvegia e per l’Islanda (pensierino?). Qui mi fermo tre notti. Ne avevo preventivate due ma è un luogo troppo fuori dal mondo per restare così poco. Soggiorno nell’ostello cittadino Danhostel Hirtshals affacciato sulla scogliera. Poco frequentato, costo irrisorio, ben gestito. Cucinino invitante ed accogliente, gente simpatica.
Noleggio una bici e scopro l’allegro sistema di frenata danese: il freno si aziona pedalando all’indietro, e non agendo manualmente su manopole come siamo abituati qui in Italia. Qui nolleggiare una bicicletta per un giorno costa veramente una misera. Assaporare l’atmosfera pacata e soffice del tramonto in sella non ha prezzo. Inoltrarsi nella periferia, raggiungere gli anfratti più isolati, le dune più tartassate dal vento non ha davvero prezzo.
Simpatica l’invasione di coccinelle in tutto il nord del paese, qui mi sollazzo ampiamente, nell’inevitabile calpestio di putride coccinelle sociali lungo la scogliera cittadina.

Skagen
Graziosa cittadina turistica, animata da una forte corrente di artisti nata all’inizio dell’800. Il secondo polo turistico dopo Copenaghen. Un po’ troppo affollata per i miei gusti. Bellissimo il territorio circostante. Il panorama è per chi c’è.
Molto grande l’ostello, ma troppo affollato, mi ci fermo due notti. Vi do un consiglio: noleggiate una bici in centro a Skagen, dirigetevi in direzione Grenen.
Lungo la strada ciclabile fermatevi ad esplorare due fari: Det Hvide Fyr e Skagen Fyr. Inoltratevi nelle stradine di sabbia laterali. Dopo tre chilometri arriverete in un piazzale dove lasciare la bici e procedere a piedi. Qui inizia il lembo di sabbia chiamato Grenen!

 

skagen grenen

Questi due tizi avevano portato una sedia sulla spiaggia di Grenen, vai tu a sapere perchè? 😀 senzamotivo!


Skagen, Grenen
Troppo poetico questo punto. Da segnare nel proprio taccuino tascabile, o nel proprio atlante da camera. Qui si incontrano il mare del nord e il mar baltico, in una graziosa danza di onde rifrangenti. Navi cargo crescono sul filo dell’orizzonte.

Skagen, Damstedvej
Credo il punto più bello di tutta la Danimarca, che mi è capitato di vedere. Si scalano dune alte parecchie dozzine di metri, imponenti sul mare. Dietro, la cittadina di Skagen, colorata e ordinata. Dovunquealtro una distesa infinita di territorio dunesco, arbusti, pini… meravoglioso, imponente.

Frederikshavn
Da non trascurare la spiaggetta con le palme. Ci do solo uno sguardo veloce, e risalgo sul prossimo treno verso sud.

Fredericia
La stanchezza inizia a farsi sentire… mi faccio un giro a Fredericia, che sembra un nome un po’ da cane. Qui ritrovo le coccinelle, e chissà perchè tutti mi vedono curiosi con uno zaino sulle spalle. Girano pochi turisti evidentemente.

Kolding
Mmm entriamo in stazione, chissà che possibilità mi offre la gioiosa compagnia rotabile danese: 1. Amburgo, 2. Amsterdam. Assolutamente Amsterdam. Nel pomeriggio giro per la città, interessante. Una vecchina mi intima ad entrar in casa, mi chiama dalla strada con uno schiamazzo daneseggiante. Non capisco una cippa ma entro ugualmente, lascio la mia roba all’ingresso (mi deruberà?), la seguo su in cucina, e la povera vecchina, mimando, mi mostra un gesto dalla dubbia interpretazione, ok come quello di quando si cambia una lampadina. Ok salgo su nel tavolo, svito e sostituisco. La vecchina ringrazia, ma senza ricompensa. Nell’arrivar della sera inizia a far freddino e mi rintano in stazione. Qui treni frequenti per Esbjer. Mi viene voglia di farci una visitina ma ormai la prenotazione era stata fatta. Mi abbuffo di banane. Avevo spiccioli danesi da finire, prima di lasciare il paese. Si parte con il buio.

Colonia
Sono tre volte nella mia vita che passo in treno per questa città, tutte e tre le volte di mattina presto, verso la conclusione di una lunga tratta notturna. Tutte e tre le volte avvolta da una leggera nebbia, grigia, grandi e imponenti cattedrali che si impongono sullo skyline, nere di inquinamento. Maledettamente affascinante.

Utrecht
Notte rigorosamente su sedile passeggero. Accompagnato da tipico padre danese festaiolo e figlia sedicenne un po’ contadina: vino a volontà. Qui non si scende, dritti verso Amsterdam.

Amsterdam
Che bordello. Una notte è sufficiente.

Parigi
Bella no? Mi piace 🙂 Ahhhhhh un po’ di atmosfera metropolitana ci vuole dopo tutto questo girar per campi!

Provenza
La provenza. Che bel paesaggio si vede dal treno. Passare in un paio di giorni dal brullo e fresco-ventoso nord della Danimarca all’afoso sud francese fa il suo effetto. Il rosso della terra contrasta piacevolmente con l’azzurro del mare.

Nizza
Qui arrivo di mattina, sul presto. L’aria condizionata non mi lascia scampo: mal di gola e febbre per oggi.

Ventimiglia
Prima di prendere il treno che mi riporterà ufficialmente in territorio italiano, c’è il tempo per una rotolata in spiaggia.

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Darwin istiga viaggi sudamericani

Charles Darwin Viaggio di un naturalista intorno al mondo

Charles Darwin Viaggio di un naturalista intorno al mondo

Libro molto interessante per chi ama le scienze naturali. Raccontato in maniera fluida e incalzante, Darwin descrive il viaggio intorno al mondo del Beagle, appuntando tutto quello che la sua mente acuta riesce ad osservare. Affascinante notare che in realtà il periodo di viaggio effettivo in mare è stato complessivamente di un anno, a fronte di quattro anni passati in terra ferma dedicati all’esplorazione e all’analisi del territorio nel suo complesso. Utile per comprendere le condizioni di vita delle americhe e del pacifico nella metà dell’800. Rilevante l’incontro con gli indigeni della terra del fuoco. Gli indiani d’america e i gauchos.